Feijoada: storia e origine del piatto brasiliano

Storie di piatti · Cucina Brasiliana

Feijoada

Sul piatto nazionale del Brasile si è raccontata per anni una storia commovente. Peccato non sia del tutto vera.

Uno stufato scuro e denso di fagioli neri e maiale, servito con riso bianco, cavolo verde saltato e fette d’arancia: la feijoada è il piatto che il Brasile mette in tavola quando c’è tempo, gente e voglia di stare insieme. Ed è anche un piatto avvolto da una leggenda tenace, che vale la pena guardare da vicino.

Feijoada

La leggenda e la storia

Per molto tempo si è raccontato che la feijoada nascesse nelle senzala, dagli scarti di maiale lasciati agli schiavi, che ne avrebbero ricavato un piatto con quel poco che avevano. È una storia potente e commovente. Ma gli storici, oggi, la ridimensionano: la feijoada discende soprattutto dagli stufati di fagioli e carne diffusi in Europa, adattati in Brasile con ingredienti locali e diventati col tempo un piatto di festa, amato da tutti i ceti. La verità, come spesso accade, è meno struggente ma più interessante.

Il rito del giovedì e del sabato

In Brasile la feijoada non è un piatto qualsiasi: è un appuntamento. Tradizionalmente si prepara di giovedì e di sabato e attorno a essa nasce un pranzo lungo, corale, che può occupare tutto il pomeriggio tra chiacchiere e risate. La feijoada completa, con tutti i suoi contorni, è una festa che si mangia.

Come si porta in tavola

Fagioli neri e diversi tagli di maiale sobbolliscono a lungo, finché il sugo non diventa scuro e vellutato. Si serve con riso, con la couve (il cavolo a striscioline saltato), con le immancabili fette d’arancia che sgrassano il palato e con una spolverata di farofa, la farina di manioca tostata che aggiunge a ogni cucchiaiata una nota croccante.

Non si mangia di fretta

La feijoada è sostanziosa, generosa, quasi impegnativa: per questo si mangia a metà giornata e mai di corsa. Attorno al tavolo si sta ore, tra una caipirinha e l’altra, magari con un sottofondo di musica, lasciando che il pranzo scivoli nel pomeriggio. Più che un pasto è una maratona conviviale: il modo che il Brasile ha scelto per stare insieme senza guardare l’orologio.

La feijoada completa

Da sola, la feijoada è già ricca; ma il bello è il corteo che la accompagna, la cosiddetta feijoada completa. Attorno allo stufato di fagioli e maiale arrivano il riso bianco, la couve (il cavolo tagliato fine e saltato), la farofa croccante, le immancabili fette d’arancia che alleggeriscono e spesso una salsa di peperoncino per chi la vuole più decisa. Ogni contorno ha il suo ruolo e insieme trasformano un piatto in un pranzo intero.

Un’eredità di molte cucine

La feijoada racconta il Brasile perché, come il Paese, è fatta di incontri. Ci sono gli stufati di fagioli e carne portati dai colonizzatori portoghesi, gli ingredienti e i gusti africani arrivati con la tratta degli schiavi, i prodotti della terra indigena. Discutere di chi «ha inventato» la feijoada è meno interessante che vedere quante storie diverse siano finite, col tempo, nella stessa pentola nera.

In Italia

La nutrita comunità brasiliana e i locali sudamericani portano la feijoada sulle nostre tavole, spesso nel fine settimana. E per chi vuole cimentarsi, la farofa e i fagioli neri si trovano ormai nei market latinoamericani.

Domande frequenti

Di cosa è fatta la feijoada?

Di fagioli neri cotti a lungo con vari tagli di maiale, fino a ottenere uno stufato scuro e denso. Si serve con riso, cavolo, farina di manioca e arance.

La feijoada nasce davvero dagli scarti degli schiavi?

È una storia molto diffusa ma oggi ridimensionata dagli storici: la feijoada discende soprattutto dagli stufati di fagioli europei, adattati in Brasile con ingredienti locali.

Cos’è la farofa che accompagna la feijoada?

È farina di manioca tostata, spesso con burro e aromi. Si spolvera sul piatto per dare una nota croccante a ogni cucchiaiata.

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